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Varadero

Situata sulla lingua di terra di terra più settentrionale dell’Isola (autopista Matanzas-Varadero), Varadero (10.000 ab.) costituisce la zona balneare più importante di Cuba. Tutti coloro che l’hanno vissuta, sono fortemente tentati dal desiderio di tornarci. È qui che conviene soggiornare, scegliendola come punto di partenza per le visite all’interno della provincia.
Due sono le versioni sull’origine del nome di Varadero. Secondo alcuni, perché le navi che qui transitavano durante los nortes (fenomeni atmosferici) s’incagliavano (varaban) nei banchi di sabbia; secondo altri, il nome deriva dal fatto che i marinai utilizzavano quei banchi di sabbia per tirare in secco (varar) le imbarcazioni che si dovevano riparare.

Varadero è sorta principalmente come centro del turismo d’élite dei primi del secolo, sviluppandosi, poi, verso gli anni Cinquanta, con una fitta rete d’alberghi e strutture turistiche.

C’è stato l’arricchimento e la speculazione soprattutto delle grosse Catene Alberghiere, che costruivano a ritmo vertiginoso per soddisfare le migliaia di turisti, che, su queste spiagge si riversavano. Prima della rivoluzione, i milionari americani, provenienti soprattutto dalla Florida, venivano a passare i week-end a Varadero, atterrando all’aeroporto costruito proprio per questo scopo. Come non credere a quanti affermano che la natura ha creato questi luoghi per meravigliare il visitatore? Come poter resistere al fascino delle acque azzurre e trasparenti, della sabbia finissima, della fauna particolare e della flora rigogliosa?

Varadero si trova su una penisola lunga e stretta, chiamata Hicacos, dal nome della pianta, che, in questa zona, è molto diffusa. Con i suoi 22 chilometri di spiaggia, la Penisola di Hicacos è separata dalla terraferma da un canale artificiale e navigabile, che unisce lo stretto della Florida con la Baia di Càrdenas. Porticciolo-cantiere, fondato nel 1880, la città s’impose all’attenzione di tutti non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per l’esistenza di un’enorme salina, in grado di soddisfare il consumo dell’isola e della flotta spagnola. Agli inizi del Novecento, i ricchi borghesi della vicina Càrdenas cominciarono a costruire le proprie case di villeggiatura, ma fu solo con l’arrivo di Dupont de Nemours che l’aspetto e le sorti di Varadero cambiarono.

Nel 1926, infatti, mister Dupont spese un milione trecentomila dollari per costruire la sua villa al mare, Xanadù, impreziosita dai marmi di Carrara, da decorazioni di legno di mogano, dalle piastrelle di Siviglia, da quadri d’autore. Non poteva certo fare a meno degli agi e hobby cui era abituato: così, accanto alla villa, sorsero anche un campo di golf, un giardino di cactus rari, un allevamento di iguana – indispensabile tocco di raffinato esotismo - un maneggio, un imbarcadero e altri edifici. Basti pensare che la villa occupava ben 14 dei 20 chilometri della Penisola di Hicacos.
Nel 1957, Mr. Dupont visitò per l’ultima volta la sua dimora, perché, dopo la vittoria della Rivoluzione, Dupont rinunciò alla propria casa, che divenne proprietà dello Stato e fu aperta al pubblico.

Mentre al piano terra è stato allestito il ristorante Las Americas, ai piani superiori si possono ammirare le lussuose stanze in cui mister Dupont visse. Si resterà incantati dalla bellezza del panorama godibile dalla terrazza, impreziosita dalle colorate piastrelle di Siviglia e dal tetto di ceramica termica, costruito per proteggere l’edificio dal calore del sole.
L’ambiente è affascinante: come restare indifferenti nella biblioteca, a picco sull’ex spiaggia privata, dove è possibile mangiare circondati da vecchi libri? Come non essere rapiti dalla famosa meridiana, costruita in modo che una lente, a mezzogiorno, accenda la miccia di un cannone in miniatura? Curiosamente e tristemente, Dupont morì il 12 dicembre 1963, lo stesso giorno in cui fu inaugurato il ristorante Las Americas.

Tra il ristorante e l’Hotel Internacional, c’è una collinetta dove è stato costruito un gruppo monumentale con Don Chisciotte e Sancho Panza. Merita una sosta. Bisogna assolutamente soffermarsi anche presso l’ex casa di Batista, che, dopo l’uscita di scena del dittatore, fu trasformata in lavanderia. Di triste e amara visione (per l’uso che se ne fa all’epoca attuale) anche le ex casas del los astronautas, una serie di ville che, per oltre venticinque anni, hanno offerto un riposo tropicale agli astronauti sovietici, prima e dopo le loro imprese spaziali.

Varadero è, soprattutto, un posto per divertirsi e godersi il mare tropicale, senza rinunciare agli sport cui si è abituati. Si ha la possibilità, infatti, di praticare la pesca subacquea e quella di profondità (ci sono 25 punti di immersione e più di 40 tipi di corallo), il tennis, l’equitazione, lo sci nautico, ecc. Ma, il luogo è idoneo anche per chi cerca la tranquillità ed il riposo tra le spiagge semideserte, il mare limpido e blu, le palme, lontano dal chiasso e dall’inquinamento. Da non perdere la visita al Parque Josone: un vero e proprio polmone naturale al centro di Varadero, dove la rigogliosa vegetazione e il lago tranquillo invitano al riposo e ispirano serenità.